Giochi di una volta

Ti ricordi i giochi che facevamo da piccoli?

Giochi di una volta

Come riempivamo i pomeriggi senza computer, tablet o smartphone? Uno dei passatempi preferiti – insieme alla lettura e al disegno – era senz’altro il gioco, quello da fare con una palla, un mazzo di carte oppure la sola voce. Di giochi ne esistevano diversi, molti dei quali sono forse stati dimenticati. Ma oggi siamo qui per ricordare alcuni dei più celebri giochi di una volta!

Un, due, tre…Stella!

Quando si trattava di scegliere un gioco, quelli più movimentati erano al primo posto. E se potevano esser svolti all’aperto (in un cortile per esempio), tanto meglio! Corse, salti e scatti per scappare dal “lupo mangia frutta” o per raggiungere il giocatore designato nel famoso “un, due, tre stella”. Lo scopo del gioco è cercare di raggiungere il giocatore che conta velocemente e senza farsi notare in movimento. Quando il giocatore designato è girato, gli altri giocatori loro devono correre verso di lui; ma nel momento in cui questo si gira, deve vedere gli altri giocatori immobili. Se qualcuno viene visto muoversi viene immediatamente squalificato.

Campana

È il gioco con più nomi in assoluto, nonché il più antico. Le prime tracce si ritrovano nell’Antica Roma, dove veniva praticato dal clàudus, cioè lo zoppo. Proviene forse da qui la regola di saltellare su un piede per passare da una casella a un’altra. Solitamente per giocare a Campana occorre un modesto spazio aperto. Se l’area è in terra battuta, con un semplice sasso potranno essere disegnate le caselle, altrimenti si potrà usare un gesso. Una volta posto un numero da 1 a 10 entro ogni casella, il giocatore lancia un sassolino. Questo deve atterrare all’interno della casella numero 1, senza toccare alcuna linea. A questo punto, il giocatore saltella su un piede evitando la casella dove si trova il sassolino. Nel caso ci siano due caselle adiacenti, il giocatore può poggiare entrambi i piedi. Egli deve completare il percorso, voltarsi e ripercorrerlo a ritroso, ricordandosi di recuperare il sassolino. Ora può lanciare il sassolino nella casella numero 2 e ricominciare. Il gioco viene condotto dallo stesso giocatore finché non sbaglia, toccando una linea o saltando sulla casella dov’è il sassolino.

Quello della Campana è un gioco che diverte da sempre i bambini di tutto il mondo. Nei paesi anglo-sassoni è conosciuto come Hopscotch, in Francia Marelles, in Germania Tempelhupfen, in India Ekaria Dukaria. Viene praticato persino in Birmania, dove la variante prevede di saltare con le mani appoggiate sui fianchi.

L’elastico

Un gioco tipicamente da bambine ma…siamo sicuri fossero le più abili a destreggiarsi con l’elastico? Spesso maschi e femmine si sfidavano a suon di salti e mini acrobazie solo grazie a un elastico abbastanza lungo. Per giocare occorrevano 3 giocatori, due dei quali dovevano indossare l’elastico all’altezza delle caviglie per permettere al terzo di saltarci in mezzo. All’inizio veniva stabilita una sequenza di salti che ogni giocatore a turno doveva eseguire. Se il giocatore completava la sequenza, i due che reggevano l’elastico lo portavano all’altezza delle ginocchia, aumentando la difficoltà di gioco. Lo stesso giocatore procedeva nella sequenza finché non sbaglia. A quel punto, lasciava spazio a un altro giocatore.

Tutti al mercato!

Adatto ai più piccini, una volta si era soliti racimolare piccoli oggetti come ghiande, pigne, foglie e frutti per rivenderli agli amici “clienti”. L’importante era allestire una rudimentale bancarella dove esporre “la merce” raccolta, e proporla al cliente di turno. Cosa si guadagnava? Il tutto era spesso basato sul baratto. L’avventore di turno scambiava qualcosa di suo con l’articolo scelto, e ciò che il piccolo ambulante guadagnava poteva essere tranquillamente rivenduto a nuovi clienti. Il gioco del mercato poteva essere organizzato anche in casa, esponendo sulla propria bancarella (un normale tavolino) giocattoli e cianfrusaglie con cui fare poi altri giochi.